La ninna-nanna che Maria cantò a GESÙ.







Nati per Credere


La ninna-nanna che Maria cantò a GESÙ.



Un Santo Poeta, il diacono Efrem (306/7-373), Dottore della Chiesa,
tra i Padri antichi il più grande devoto ed il più eloquente e diffuso cantore
delle glorie di Maria,
ha ricostruito la ninna-nanna che la voce pura di Maria
cantò a Gesù 《con la bocca che desiderandolo lo ninnò》.

❝ Con l'anima piena di ammirazione ed ammirando il suo figlio parlava con voce distinta,
con commozione spirituale, con ninne-nanne amorose e con canti soavi.
《 La colomba piccolina, porta l'aquila longeva di giorni: la porta e ne canta la lode》
《 O figlio ricco, che entro un piccoletto nido ti compiacesti d'esser allevato!
O cetra di inni, ridotta al silenzio perché fanciullino!
comandami di cantare a te sulla cetra che commuove col suo suono i Cherubini;
compiaciti che io parli di te》
Maria io ammiro, mentre allatta il sostentatore delle stirpi ch'è diventato bimbo:
dimorò egli nel seno della ragazza, mentre di lui son ripieni tutti i mondi.
La figlia di meschinelli è divenuta madre di quel Ricco cui l'amor suo spinse;
il Fuoco è nel grembo della Vergine, e dalla Fiamma ella non è bruciata.
L'acceso carbone ella abbraccia e ricinge, e non è lesa mentre lo porta:
la Fiamma è divenuta corpo, e dalle mani di Maria viene trattata.
Il gran Sole si è contratto e raccolto dentro a una nube rifulgente;
essa, la giovinetta, è divenuta madre di colui che ha generato Adamo e il mondo.
Lui ella porta, ninna ed abbraccia, con voci amorevoli esaltandolo; il suo bimbo ella adora pur dicendo:
《 Comandami, o mio maestro, d'abbracciarti!
Da quando mi sei figlio ti fo la ninna-nanna,
e, divenuta tua madre, ti onoro, (tu sei) mio figlio che io ho partorito,
e sei più antico di me, (tu sei) mio Signore che io ho portato, e tu porti me.
Si smarrisce la mia mente pel timore di te:
raccogli tu i miei pensieri perché io ti lodi! Stupita di te rimango, come tu taccia,
mentre un tuono di voci - ecco - in te si occulta!
Come fanciullo sei da me spuntato, e come gigante prevali; Ammirazione sei tu,
come pur ti chiamò quell'Isaia che di te dette annunzio.
Adesso tutto quanto presso di me tu sei, e nel tuo Genitore stai tutto quanto ascoso;
tutte le altezze di te sono piene e pur lo spazio tra le mie mammelle
non è troppo piccolo per te. In me e nel cielo hai la tua corte: al par di questo, o Signore, ti lodo.
Gli abitatori delle altezze mi ammirano, e tutti mi proclamano beata. Il cielo mi porti e mi ricinga,
poiché assai più di esso io fui onorata; esso invero non fu tua madre, bensì tu lo rendesti trono tuo.
Quanto più onorata ed esaltata è la madre di un re che non il suo trono!
Ti ringrazio, o Signore, che ti compiacesti di me, e son diventata tua madre e ti fo la ninna-nanna.
O gigante che porti la terra e volesti che io ti portassi: a te gloria!
O Ricco che divenisti figlio d'una figlia di meschinelli: a te gloria!
O antico fra tutti, che discendesti bimbo presso me: a te il nostro Magnificat!
Tu dimori sopra le mie ginocchia, e da te dipendono
le altezze e le profondità e tutti i mondi.
Tu afferri le mie mammelle, pur governando la terra, i mari e tutto ciò ch'è in essi.
Ecco, il tuo cocchio è nelle altezze eccelse, e pur io porto te che su me ti posi.
Mentre tu sei meco, ecco che tutte quante le accolte degli angeli ti adorano;
mentre dalle mie braccia sei ricinto, ecco che dai Cherubini sei portato.
Ripieni son di te i cieli al disopra, e pur ti porta un seno al disotto;
fra gli eccelsi nel fuoco tu abiti, e gli inferiori tu non abbruci.
I Serafini col trisagio ti esaltano e come ti canterò io la ninna-nanna o Signore?
I Cherubini con tremore ti benedicono, e dai miei inni - dai miei - sarai tu onorato?
Ascolti adesso e venga presso di me Eva la nostra madre antica: si sollevi il suo corpo, che già fu declinato
a motivo della nudità del giardino (dell'Eden)! Scopra ella il suo volto e ti canti la ninna-nanna
poiché la vergogna del volto le fu da te rimossa; ascolti l'inno della pace perfetta,
poiché ecco che la sua figlia ha scontato il suo delitto. Fu schiacciato quel serpente, che l'aveva ingannata;
da te o radice che spuntasti dal mio seno;
il Cherubino e la lancia furono sradicati
sì che ritorna Adamo già espulso.
Eva e Adamo in te si rifugino, e il frutto di vita da me colgano;
di te s'addolciscano i loro palati
in luogo di quel frutto che li amareggiò.
I servi espulsi ritornino per mezzo tuo
in quella dovizia di cui furono spogliati;
una veste di gloria si appresti ad essi per ricoprire le loro nudità.
Spunta tu nello Sceòl sulla umiliazione di coloro, e scaccia da essi la loro tenebra.
O fanciullo vecchio che spuntasti in me, siano in te benedetti tutti i fanciulli!
I prigionieri dello Sceòl escano in virtù tua: pur le tenebre siano per te illuminate:
i meschinelli, o Signore, in te s'arricchiscano, e gli indigenti abbondino.
Tutti gli affamati in te si saziano, e i morti alla tua voce risorgano:
e i cieli e la terra di te risuonino: Benedetto chi t'inviò - il Signore di tutto!》❞









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