La potenza del Santo Rosario.








Nati per Credere


Fishers of Men



La potenza del Santo Rosario.



La Potenza del Santo Rosario.

Come un'arma micidiale
che destramente adoperata
da un valoroso soldato,
lo porta alla vittoria sicura,
così
della Corona del S. Rosario:

chi sa ben usarla quotidianamente
scopre in essa
un'arma invincibile
nelle lotte di ogni giorno.

Quale il segreto?...

Nell'intima sua composizione.

Ragioniamo un poco:
ogni nostro Dono Soprannaturale
deriva,
nell'ordine presente,
da una duplice Sorgente:

dai Meriti acquistati
dal nostro SALVATORE
e dalla Intercessione
della Vergine Santissima
che ci ottiene l'applicazione
degli stessi Meriti di GESÙ.

A questa premessa
logicamente segue la conclusione:

nel S. Rosario
ad una continua invocazione
della Madre di DIO
aggiunta alla meditazione dei Misteri
della nostra salute,
chiediamo formalmente l'applicazione
dei Meriti di GESÙ
per l'Intercessione di Maria.

Da qui la sua Potenza,
i suoi Miracoli...

È come se presentassimo
agli sguardi di DIO
quella scena trionfale,
che EGLI Stesso
propone alla nostra speranza:

la visione della Donna per eccellenza
che, con Suo FIGLIO e per LUI
schiaccia inesorabilmente
la testa del dragone infernale.

Nessuna migliore posizione
quindi
per ricevere i Divini favori.
*
❝ Il rosario
da alcuni è contestato.
Dicono: è preghiera
che cade nell’automatismo,
riducendosi a una ripetizione
frettolosa, monotona e stucchevole
di Ave Maria.
Oppure:
è roba da altri tempi;
oggi c’è di meglio:
la lettura della Bibbia, per esempio,
che sta al rosario
come il fior di farina alla crusca!
Mi si permetta di dire in proposito
qualche impressione
di pastore d’anime.
Prima impressione:
la crisi del rosario
viene in secondo tempo.
In antecedenza c’è oggi
la crisi della preghiera
in generale.
La gente è tutta presa
dagli interessi materiali;
all’anima pensa pochissimo.
Il fracasso poi
ha invaso la nostra esistenza.
Macbeth potrebbe ripetere:
ho ucciso il sonno,
ho ucciso il silenzio!
Per la vita intima
e la «dulcis sermocinatio»,
o dolce colloquio con Dio,
si fa fatica a trovare
qualche briciola di tempo. (…)
Personalmente,
quando parlo da solo
a Dio e alla Madonna,
più che adulto,
preferisco sentirmi fanciullo;
la mitra, lo zucchetto, l’anello
scompaiono;
mando in vacanza l’adulto
e anche il vescovo,
con relativo contegno grave
posato e ponderato
per abbandonarmi
alla tenerezza spontanea,
che ha un bambino
davanti a papà e mamma.
Essere
– almeno per qualche mezz’ora –
davanti a Dio
quello che in realtà sono
con la mia miseria
e con il meglio di me stesso:
sentire affiorare
dal fondo del mio essere
il fanciullo di una volta
che vuol ridere, chiacchierare,
amare il Signore
e che talora sente
il bisogno di piangere,
perché gli venga usata misericordia,
mi aiuta a pregare.
Il rosario,
preghiera semplice e facile,
a sua volta,
mi aiuta a essere fanciullo,
e non me ne vergogno punto❞.
(Giovanni Paolo I)














❝ O Luce Etterna

che sola in te sidi,

sola t'intendi,

e da te intelletta

e intendente te

ami e arridi!❞
(Dante)





























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