❝ Mi sento il cieco di Gerico.
Ho bisogno di guardarTi:
”Signore, che io veda”.
Tu sei la luce,
Tu sei l’epifania del Padre Tuo.
Lo so, ma non del tutto!
Ho fede,
ma mi pare di essere incredulo.
Aiuta la mia incredulità.
Aumenta la mia fede.
Che io Ti veda,
sia pure con fatica,
perché la mia fede
ha bisogno di essere purificata
e di passare dal crogiuolo.
Che io Ti veda!
Tu solo sei la Verità
che rende beati.
Forse la mia cecità
non è dovuta solo
alla povertà della mia fede,
ma anche
all’impurità del mio cuore.
Tu mi hai detto:
“Beati i puri di cuore
perché vedranno Dio”.
Signore da chi andrò
perché il mio cuore sia limpido?
So di non avere alcun merito,
ma la Tua rivelazione
è tutto un mistero di gratuità.
E allora, Signore, a Te grido:
che io veda!
Non c’è presunzione nel mio grido.
Esso è soltanto
un tentativo di fedeltà
alla Tua chiamata, al Tuo invito.
So che quando Ti vedrò
Tu sarai più beato di me
perché io Ti avrò visto.
E mi consola pensare
che la Tua beatitudine
precede la mia:
la Tua beatitudine
fonda la speranza
della mia felicità.❞
Nessun commento:
Posta un commento